Idee Sommerse

Dodici giorni fa

Gli occhi non erano piu’ quelli di un tempo, un po’ come tutto il corpo. Solo la manualita’ era rimasta la stessa, da piu’ di 35 anni. Sin da quando era adolescente non c’era oggetto che Andrew Summer non potesse riparare o migliorare nel giro di una, massimo due lune, a parte quel maledetto ingranaggio del mulino dei Browtyg. Un ingranaggio di sua invenzione, che aveva l’antipatica abitudine di incepparsi ed usurarsi troppo facilmente, e che gli richiedeva una manutenzione straordinaria ogni fine autunno: maledetti materiali di scadenti! Ma cosa poteva fare? Era difficile reperire buoni minerali a Limmerick, in fondo era un villaggio di agricoltori e pastori!

I fagioli erano sul fuoco e ci sarebbe voluto ancora un po’ prima che arrivassero a cottura; Danielle usava cuocerli un pochettino piu’ del dovuto: «Mi preoccupo della tua salute, lo sai che stai sempre male se li mangi troppo crudi!».

Cruda. Un aggettivo assolutamente calzante per la sua vita,che gli aveva portato via la sua amata Danielle di polmonite troppo presto, non di certo per degli stupidi fagioli.

«Ah!»

Si feri’ il pollice con l’uncino che stava usando per ripulire l’ingranaggio.
L’attrezzo cadde per terra rotolando all’interno di uno degli spazi tra le assi del pavimento, scomparendo nel buio; un triste sorriso comparve sul volto di Andrew: oltre agli occhi ed al corpo forse anche la sua abilita’ aveva bisogno di essere riconsiderata.

Il pentolone di coccio oramai bolliva da oltre 1 ora sul fuoco ed era ora di cena; di sicuro con la pancia piena, prima dello spegnersi delle candele, avrebbe continuato a lavorare sul problema dell’ingranaggio!

Fuori si stava per mettere a piovere, ma era raro sentire tuoni cosi’ prolungati a Limmerick; di solito nelle pianure Remaniane la natura e le piogge erano clementi, poiche’ le intemperie piu’ forti venivano fermate dalla catena dei monti Sperter.

Gli abitanti di Limmerick erano fortunati ad essere alla festa di Villa Sospiro, solo Andrew non aveva risposto all’invito di Lady Rose, ma era oramai ragione di vita e di morte finire la riparazione prima dell’arrivo del gelo piu’ profondo.

I tuoni erano sempre piu’ forti e strani, troppo prolungati.

Si alzo’ lentamente dalla sedia e si diresse verso la finestra della cucina, era forse il caso di chiudere le ante prima dell’arrivo del temporale.

Aggiro’ il pentolone di coccio dove oramai i fagioli erano pronti e guardo’ il cielo notturno fuori dalla finestra.

Al di sopra delle fiaccole la notte restituiva un cielo sereno, con nubi turchesi diradate; un brivido si fece strada per la schiena di Andrew: cosa provocava quei rumori se non erano tuoni in lontananza? di sicuro non poteva essere la musica di Villa Sospiro, era dall’altra parte della collina oltre la piccola radura. Inoltre il rumore era tonfo e proveniente dal bosco a sud, proprio dove faceva capolino casa sua!

Cerco’ nella tasca gli occhiali appena riposti per poter mettere meglio a fuoco la vista ma soprattutto idee.

Solo allora l’orrore si rese nitido e concreto, ed il brivido un fremito incontrollabile: dal bosco un piccolo esercito di guerrieri a cavallo,illuminati dalle poche torce che brandivano si stava stagliando al galoppo verso Limmerick. Oramai eran vicinissimi.

Andrew cerco’ di sforzare la vista per scorgere il loro vessilo ma era troppo buio.. L’esercito di re Theoden? impossibile, Limmerick era veramente troppo piccola e distante dai feudi principali per mobilitare i guerrieri del loro Re,e soprattutto perche’ di notte? mercenari in cerca di una locanda?

La domanda ebbe una rapida e facile risposta nell’ordine di una freccia che si conficco’ dritta nella sua gola lasciandolo immobile.

Il sangue stava sgorgando copiosamente dalla giugulare recisa e la vista oramai era del tutto annebbiata. Riusci’ a sentire urla e voci confuse:

«Prendete tutti gli animali ed il cibo, dobbiamo sbrigarci!»
«Ahahahahah»
«Aiuto!»
«Che schifo di paese, brucia quella casa»

Erano tempi bui, questo era certo se dei banditi si erano spinti sino a Limmerick per depredare quel poco che il paese aveva da offrire. Ma ora tutto aveva perso di importanza.

La vita abbandono’ il corpo di Andrew non prima pero’ di aver dipinto un altro sorriso sul suo volto
«Danielle! finalmente potro’ incontrarti di nuovo amore mio!».

View
Una questione spinosa

- arrivo a Limmerick
- 4 bare
- funzione funeraria
- incontro con lo sceriffo Skyrapper
- notte in taverna
- incontro con Lady Rose (Miriam)
- indagini nelle case dei 4 scomparsi
- Kalin si intrufola in casa Rose nottetempo
- Fynk, Dokk e Simon analizzano il cadavere di Andrew

View
Similitudini

Il fuoco scoppiettava vivace nel camino. Il latrato dei cani affamati fuori dalla taverna rieccheggiava nel silenzio della notte. Dal piano sottostante era quasi divertente sentire le imprecazioni dell’oste inveite contro gli indesiderati avventori a quattro zampe.

«Via di qui figli di una cagna pulciosa sempre gravida!»

Non fosse stato per gli accadimenti degli ultimi giorni, agli occhi di un forestiero Limmerick era l’emblema della quiete e di quella vita rurale che in molti aspiravano, magari per una vecchiaia serena.

Nell’affilare la sua spada corta Kalin si sentiva quasi in colpa, come se l’attrito della pietra abrasiva sulla lama attentasse alla tranquillita’ che stava provando nel vedere fuori dalla finestra la distesa di campi coltivati che facevano capolino dietro i tetti delle abitazioni.
Giro’ il capo verso il giaciglio alla sua sinistra, dove Fynkflynk, curvo su una pergamena, sembrava immerso in un’altra dimensione

«A volte non le manca Codron, signor Sparkletorque?»

Lo gnomo non distolse lo sguardo dalla pergamena, ma rispose comunque in maniera pertinente alla domanda, a bassa voce.
«Cosa dovrebbe mancarmi di quella maledetta citta’?»
«I banchetti,il caos, la frenesia, le puttane» rispose l’halfling

Fynkflynk si aggiusto’ gli occhiali sul naso, con la mano sinistra, inumidendosi le dita della destra con la lingua: «Aggiungici gli intrighi, i bardi stonati a tutti gli angoli, gli assassini, i cultisti… E come non scordare il cibo orrido, il sidro sempre annacquato! E le malattie? Ce ne sono piu’ a Codron che tra le gambe delle tue amate puttane»

Kalin sorrise di gusto: stuzzicare lo gnomo era sempre molto divertente.

«Non parlerebbe cosi’ se almeno una volta nella vostra vita avesse provato le puttane del bordello di Saldor. Litia, Sopithia, Manithia..che ricordi!" appoggio’ delicatamente la spada affilata sotto il piano della finestra "In fondo credo che ogni villaggio, citta’ o buco del mondo sia una Codron…»

Lo gnomo smise di osservare la pergamena, ed arrotolandola con uno sbuffo si rivolse in maniera nervosa verso l’halfling.

«E perche’ mai?»

La porta della camera comune si apri’ di scatto

«Kalin ha ragione Fynkflynk» stanco ed assonnato, Simon entro’ nella stanza, assaporando immediatamente il calore del camino.
«Prova a pensarci", continuo’ "Limmerick, Codron e gli altri paesi sono come l’armatura di un cavaliere».

Fynkflynk incrocio’ le corte leve appoggiando le mani sulle ginocchia.
«Pesante ed inutile?», rispose in modo provocatorio, serrando gli occhi nascosti dalle lenti.

«No, mio corto e sagace amico; brillante, bella ad un primo impatto ed accogliente. Ma sotto la patina, a ben cercare, c’e’ sempre qualche ammaccatura o qualche incrostatura di sangue che ne minano lo splendore».

Kalin applaudi’: «Esattamente amico mio, esattamente. il marcio si annida ovunque, dove la luce e l’occhio non possono arrivare c’e’ sempre un lato oscuro!»

Fynk indico’ Simon con il pollice «Tu, dimmi,sei un combattente od un bardo uscito dall’accademia di Haverin?» e con l’indice della stessa mano indico’ invece l’halfling «E’ vero, luce ed ombra… comprensione ed ignoranza sono solo due lati della stessa medaglia. Ma credetemi, e’ molto piu’ facile che le ombre dissolvano la luce, che il sangue affoghi il mondo piuttosto che il contrario. Viviamo in un’epoca marcia, dove il sotterfugio premia il lestofante e l’onesta’ uccide il probo».

Il volto di Fynkflynk si fece scuro «E tra di noi uno in particolare sta soffrendo questa dicotomia e sappiamo bene chi e’. Quindi smettiamola con Codron, dovrebbe essere un tabu’ per tutti noi parlarne! E’ il momento di andare a dormire. Domani abbiamo delle rose da potare»


La luna accarezzava silenziosamente i campi attorno a Limmerick , vestita di un fumo argenteo che dal camino della locanda si alzava in cielo, coprendola.
Le tegole avevano retto il peso dell’armatura; chissa’ se erano gelide causa l’imminente arrivo dell’inverno oppure no. Sentiva spesso uomini e donne lamentarsi del troppo caldo o del troppo freddo, ma oramai si era scordato cosa significassero quelle due parole. Le associava unicamente all’invidia.
L’invidia di provare a toccare la brina e sentirne il brivido. L’invidia di scottarsi con il fuoco, di gelare nudo immerso nella neve. Come da bambino. Come con Jennifer.

Alzo’ il pugno in alto in un gesto di ira pronto per sbatterlo sulle tegole e frantumarle.
Fece fatica a gestire l’ira ma riusci’ a fermare il pugno prima che si schiantasse sul tetto riducendo in briciole legno e mattoni. Ed anche il portamonete, poiche’ riparare un tetto non era sicuramente cosa da poco!

L’altalena dei ricordi si fece fitta e pungente: che valore potevano avere il dolore da congelamento od una bruciatura in confronto a quello che stava passando?

Una voce rieccheggio’ dalla finestra sottostante.
«Dokk! E’ ora di dormire, domani sara’ una giornata impegnativa»

Si sporse dal bordo quanto bastava per scorgere la folta barba dello gnomo; la voce metallica spavento’ dei pipistrelli di passaggio che scapparono impazziti in direzione della collina oltre la quale si ergeva Villa Sospiro
«Arrivo Fynk, stavo gioendo della brezza notturna»

Lo sguardo dello gnomo si fece improvvisamente triste e le parole di Simon rimbombarono nella sua testa: tutte le armature sembrano perfette e scintillanti ma presentano, se osservate, sangue e crepe. Cerco’ di dissimulare quella tristezza rimanendo impassibile nella sua risposta:
«Ci credo amico mio, ci credo… Ma rientra, fuori fa freddo»

View
La potatura

punti principali, da espandere

- incursione nella serra durante l’assenza di Lady Rose (andata all’emporio)
- Lady Rose torna dall’emporio
- te in compagnia di Lady Rose
- visita alla serra con Lady Rose
- incursione in Villa Sospiro
- Statua con 6 braccia e relativa statuetta
- scontro con Lady Rose
- diario
- scontro con il “figlio” di Lady Rose nel tunnel della serra
- rinvenuto libro misterioso

View
Preoccupazioni

I raggi di uno stanco sole autunnale allungavano le dita oltre le tende della canonica della chiesa centrale.

Il vescovo Riprando de Pombia era appoggiato stancamente sui poggioli dell’enorme sedia che imperava da dietro lo scrittoio; lo sguardo imperturbabile era fisso sulla pergamena appena aperta che portava il sigillo, oramai rotto, dell’Abbazia di Nazzaro, ordine di Ilmater.

I pensieri viaggiavano veloci quanto le preoccupazioni,ma era certo che la scelta appena fatta era la piu’ adeguata alla situazione.

Il silenzio delle sue riflessioni venne interrotto dal rumore sordo del battente sulla porta d’entrata, che subito dopo si apri’ lasciando spazio ad una giovane figura slanciata in abiti monacali.

‘’Signor vescovo, avete visite, Messer Arevat ed i suoi compagni’’

Riprando aggiusto’ la seduta ed accomodo’ i gomiti sullo scrittoio.

‘’Falli pure entrare, Hallan, li stavo aspettando’’.

La stanza,cosi’ vuota sino a pochi istanti prima si riempi’ in un istante. Quattro individui, due umani, uno gnomo ed un halfling, entrarono ossequiosi.

‘’Sir Arevat, la prego, si accomodi, lei ed i suoi compagni’’, disse tendendo la mano sinistra in avanti.

‘’Vescovo Riprando, e’ un piacere incontrarla di nuovo; non ho piu’ sue notizie dall’ultimo torneo di Fairheaven’’ rispose l’uomo, un individuo robusto dall’aspetto fiero, mentre si inginocchiava di fronte alla mano del vescovo e ne baciava l’anello.

‘’Torneo che ha visto molti cavalieri combattersi con onore, forse uno dei piu’ riusciti degli ultimini anni, il re si e’ indebitato non poco con alcune delle casate piu’ influenti della Capitale’’

‘’Il re ha di sicuro nel cuore piu’ la vostra chiesa che pochi ed insignificanti signorotti, vescovo Riprando’’. Simon si alzo’ e si avvio’ verso le sedie poste sul lato ovest della stanza, dove le altre tre figure si erano gia’ accomodate.

‘’Comandante Dokk’‘, continuo’ Riprando ‘’Che il tocco di Ilmater vegli anche su di lei. Sono giunte alle mie orecchie le ultime sue gesta contro i mercenari di Windshire. Codron le sara’ sempre grata.’’

L’uomo fece un cenno di saluto con il capo e dalla corta barba emerse un sorriso di compiacimento.

‘’Passera’ del tempo prima che provino a bruciare i campi del Thrane occidentale. Al momento l’erba e’ piu’ rigogliosa che mai, i loro arti concimeranno a lungo i cam…’’

‘’Grazie mille capitano, penso che il concetto sia chiaro’’ lo interrupe il Vescovo. Incurante delle altre due figure Riprando torno’ a sedersi allo scrittoio.

‘’Signori, veniamo al dunque. Vi ho convocati oggi per un problema che affligge i miei fratelli dell’abbazia di Nazzaro, vicino a Tellyn, a pochi giorni di viaggio da qui. Ieri pomeriggio uno dei frati di Nazzaro, Leone, si e’ recato a Codron per recapitarmi direttamente questa pergamena’’.
Prese tra le mani il rotolo che tanto lo aveva fatto pensare nei minuti precedenti e senza alzarsi tese il braccio che lo brandiva verso le sedie.

Averat si alzo’ di scatto e prese il rotolo iniziando a leggerlo attentamente. Un’aria stupita si disegno’ sul suo volto.

All’attenzione di sua santità il Vescovo di Codron

Una grande tragedia ha colpito il nostro umile monastero.
L’abate Bonifacio è stato ieri trovato privo di vita sulle sponde del fiume Sesya. Probabilmente è stato strangolato.
Vi preghiamo di mandare immediatamente qualcuno ad indagare su questo funesto accadimento.
I fratelli sono molto scossi e tutti trovano conforto solamente nella preghiera.
Attendiamo vostre nuove.

- Jacob de Cortina

Porse la pergamena al capitano Dokk, rivolgendosi al Vescovo in tono calmo.
‘’Chi mai oserebbe commettere un peccato verso un figlio di Ilmater?’’ chiese.
‘’Quando ero ancora bibliotecario a Fairheaven non era raro che qualche fratello scomparisse con qualche dama di compagnia, dandosi per morto, ma parliamo di sparizioni per peccato di lussuria, non di morti’’.

Una piccante e stridula risata rieccheggio’ fuori luogo ‘’Ilmater perdonami perche’ ho peccato troppe volte questo mese!’’

‘’Kalin, non e’ il momento, non siamo alla caserma’’ sbotto’ Dokk con uno sguardo minaccioso. L’halfling si zitti’ di colpo.

‘’Ho bisogno che vi rechiate a Nazzaro per far fronte all’accaduto. In pochi giorni tutto il Thrane sara’ centro di chiacchiere indesiderate e non posso permettere che certe voci arrivino a Fairheaven, molte famiglie facoltose versano oboli importanti a Codron e Nazzaro. Accogliamo spesso secondogeniti o figli … indesiderati … da casate importanti in cambio di una piccola offerta ad Illmather, non vorrei che le voci potessero portare scompiglio nell’ordine da me creato in questi anni di Priorato’’.

La porta si apri’ di lentamente; Hallan entro’ reticente.

‘’Signore, e’ il momento della preghiera con i pellegrini di Delethorn. L’abate e’ irrequieto per il vostro ritardo’’ disse timidamente, senza guardare nessuno dei presenti negli occhi.

‘’Arrivo subito’‘. Si alzo’ dalla sedia e’ si volto’ verso la finestra che dava sul chiostro. ‘’Questo e’ tutto signori, spero di avere buone novelle in breve tempo. Oggi riposatevi, domani vi aspetta un viaggio impegnativo’’

I quattro si alzarono lentamente ed uscirono dalla porta.

‘’Messer Averat, se avete un momento in privato, dovremmo discutere di una faccenda…’’

View
Indagini a Nazzaro

- passaggio in carro fino a Tellyn
- Arrivo alla locanda del Lupo d’Argento
- Dokk (ots Leif “Farkas” Halvarsson e Kalin si intrattengono a fini investigativi
- Kalin scopre che la sua prostituta è stata con un monaco che l’ha pagata con un pegno, sembra essere un amuleto interessante
- Fynk cerca di convincere la meretrice a vendere a poco prezzo il pendente
- Trasferimento all’Abbazia di Nazzaro
- Autorizzazione di Jacob de Cortina ad iniziare le indagini sulla morte di Bonifacio
- Fynk si imbatte in Leone, delirante e febbricitante
- Simon interroga Leone, scopre il furto del ciondolo di Bonifacio e si dirige assieme a Kalin verso la locanda del Lupo d’Argento al fine di recuperare il manufatto
- il ciondolo, un crocifisso con incise le parole “Sferae Mortis” ha un incavo sul retro contenente una piccola chiave
- Dokk, apre lo scrittoio dell’abate e trova un libro
- Il libro contiene una pagina con una frase in latino: “Quod in aeternum cubet mortum non est et seculis miris actis etiam mors per ierit”
- Fynk traduce ai compagni la pagina: “Ciò che riposa in eterno non è morto e passerà anche attraverso la morte, avendo passato secoli straordinari”

View
Segreti

La pioggia picchettava violentemente sulle finestre finemente decorate.

I diluvi in questa parte della stagione erano rari ma quando si verificavano era sempre violenti, minacciando la produzione di ortaggi ed erbe medicinali.
L’ abbazia era in veloce declino ed andava sicuramente ristrutturata al piu’ presto, i secchi oramai non bastavano a contenere il cedimento sempre piu’ evidente anche da parte di occhi distratti.

Qualche segno nella giusta direzione doveva esserci stato il mese precedente, quando il vescovo Riprando giunse sino a Nazzaro per discutere di diverse faccende con Bonifacio – argomenti che , oramai, non troveranno piu’ facili sbocchi dopo la morte dell’abate.

Silenziosamente si sfilo’ gli stivali per non lasciare tracce sul pavimento oltre alle gocce del mantello. Doveva muoversi in silenzio, ed il temporale inaspettato era un grande alleato.

La morte di Bonifacio… Bel mistero. Aveva a che fare con il biglietto che aveva trovato nella bibbia di Ilmater una settimana prima?

‘’Non é morto ciò che può vivere in eterno,
e in strani eoni anche la morte può morire.’’

Che strana frase, quasi un richiamo…

Non aveva fatto in tempo a parlarne con l’abate e questo contrattempo gli procurava forte angoscia. Dopo anni di silenzio e preghiere aspettando un segnale da Ilmater qualcosa si era finalmente mosso nella giusta direzione! Speranze!.. Subito naufragate con la morte di Bonifacio. Ilmater era cosi’ fugace? Cosi’ divertita nel prendersi gioco di tutti i suoi figli piu’ devoti? La risposta doveva essere li, nel leggio.

Si avvicino’ a piccoli passi allo scrittoio.
Il buio non poteva di sicuro essere un’ostacolo: la chiesa, il giardino, i dormitori e la biblioteca stessa erano come una casa per lui – avrebbe potuto camminare senza vedere, e la luce fioca dell candela sarebbe servita solo al momento della lettura, non di sicuro per muoversi tra l’intricata maglia di sedie e scrivanie.

Finalmente raggiunse il leggio. Avrebbe voluto attendere ancora po’, far si che le acque si calmassero completamente, ma l’arrivo di quei quattro impiccioni aveva cambiato le carte in tavola rapidamente.
Doveva muoversi prima che scoprissero anche loro quello che aveva scoperto anche lui. Li aveva visti in biblioteca fare domande scomode, a scrutare sguardi e volti. Soprattutto quello moro, con atteggiamenti cosi’ signorili ed imperscrutabili, sembrava stesse cercando qualcosa con cura tra gli scaffali.

Sfoglio’ avidamente la bibbia di Ilmater per minuti, senza trovare alcuna traccia di quello che stava cercando. Scartabello’ ancora ed ancora cercando meticolosamente per ogni pagina ma nessuna traccia! Sparito! che i demoni si fossero portati con se il segreto di Bonifacio? o… se quegli impiccioni avessero gia’ scoperto tutto?

Sbatte’ con forza il pugno sul leggio provocando un rumore sordo che rieccheggio’ nella sala.

La sua ira non era di certo un’ottima alleata come la pioggia.

Si mise in testa il cappuccio del mantello, diede un rapido sguardo tutto intorno, spense la candela e prego’ che nessuno dal dormitorio limitrofo avesse il sonno leggero.
Si mosse con estrema confidenza tra leggii e scaffali pieni di libri, scomparendo nel buio graffiato dalla pioggia.

View
Orrore rivelato

Cerchiamo nuovamente indizi all’interno del monastero.

Tornati negli alloggi di Bonifacio, spostando l’armadio, Simon e Kalin rinvengono la bibbia di Ilmater – probabilmente una copia che Bonifacio aveva sottratto alla biblioteca o che teneva per se’.
La bibbia in se’ sembra essere assolutamente normale, ma all’interno troviamo varie lettere e un foglietto contenente un rito di evocazione.

In una lettera si fa riferimento al fatto che un regalo servisse ad aprire porte per altri mondi con la raccomandazione di non essere avventato.
La seconda lettera recita: “Le parole, se usate male, possono richiamare incubi”.
L’ultima lettera contiene infine un ammonimento: “Semina la conoscenza del male, ma sii cauto con chi sceglierai come tuo accolito”.

Kalin trova un doppiofondo nella cassapanca.

Scendendo dalla scala nascosta dal doppiofondo della cassapanca, in una stanza grezzamente scavata, troviamo un’altare di pietra e uno scrigno, che apriamo grazie alla chiave rinvenuta nel monile – l’amuleto della Sferae Mortis trovato addosso alla prostituta di Tellyn.

Lo scrigno contiene un libro intitolato Sapientia Maglorum e un fodero di legno per un pugnale.
Simon, dopo essersi appartato con Leif, decide di prendere in consegna il libro.

Usciti dalla botola e tornati nelle stanze di Bonifacio, Leif si accorge che qualcuno, un monaco, stava osservando i nostri movimenti, ma pur uscendo di corsa non riesce ad individuare la figura.

Cerchiamo di stanare il colpevole facendo annunciare pubblicamente, durante la messa serale, che abbiamo trovato uno scrigno ma non abbiamo la chiave per aprirlo, ma nessuno abbocca alla nostra esca.

Decidiamo quindi di recarci sul luogo del delitto, il posto in cui e’ stato rinvenuto il cadavere di Bonifacio.
Arrivati sul posto, troviamo in una radura un altare di legno.
Mentre Leif perlustra la boscaglia, si imbatte in una creatura demoniaca. La creatura, una bestia quadrupede con un tentacolo al posto della testa e della coda ed una bocca tondeggiante piena di denti, percepisce la nostra presenza e si dirige verso di noi.

Tentenniamo, terrorizzati dalla sua visione ed indecisi sul da farsi, e cerchiamo di arretrare per vedere se il demone dovesse mollare la presa, ma questo non avviene. Decidiamo quindi di ingaggiarla – non possiamo permettere che una “cosa” simile ci segua fino al monastero.

Il combattimento ci mette a dura prova. Simon, in un tentativo disperato, consegna il Sapientia Maglorum a Fynk, nella speranza che al suo interno trovi qualcosa che possa fermare il demone.- ma nemmeno la conoscenza del mago e’ in grado di decifrare le scritte contenute nelle sue pagine.

Dopo aver abbattuto Simon e ridotto in fin di vita Leif, la creatura viene infine uccisa da un ultimo incantesimo di Fynk, e muore sciogliendosi nel terreno sottostante.

View
Gioco di mano

Facciamo ritorno a Codron, mentre Simon fa rapporto al vescovo (Monsignor Riprando de Pombia) consegnando lo scrigno rinvenuto al monastero e mentendo sul fatto di non averlo aperto e di non sapere dove sia il libro che era stato incaricato di recuperare.

Nascondiamo il libro nel negozio di Fynkflynk.

Mentre Leif torna da sua moglie, Kalin e Fynkflynk trascorrono il tempo gozzovigliando alla loro locanda preferita, ‘’ Il Ruggito del Coniglio’’.

Trascorrono due settimane nella tranquillità più assoluta, finché Olaf, il superiore di Leif, incarica quest’ultimo (e tutti noi assieme a lui) di indagare su un possibile ritrovo di cultisti della setta della Sferae Mortis a sud-est della città.

Non potendo fornire supporto, cerca di essere vago dicendo che deve adempiere ad un altro incarico a sud; pressato da Leif si lascia sfuggire che Nazzaro è stata bruciata e che deve andare con Jorgensson e Finnersson ad indagare sull’accaduto e sulla scomparsa di Ericsson.

Ci dirigiamo quindi a sera inoltrata verso sud-est alla ricerca dei cultisti.
Ci imbattiamo, esattamente nel luogo che ci aveva indicato Olaf (una radura nel bosco) in un portale (letteralmente una porta di legno messa al centro) circondato da pietre e da lanterne, ed all’interno di questo cerchio 3 cultisti stanno effettuando un rituale.

Cerchiamo di approcciare la situazione nel migliore modo che conosciamo: uccidiamo immediatamente due cultisti e ci apprestiamo a finire il terzo quando, dal portale, quattro mani grandi quanto un uomo che ci catturano – perdiamo tutti i sensi.

Riveniamo al limitare di uno strano pontile, circondato da acque scure, lasciandoci quindi con una sola possibile direzione.

Una sagoma indistinta davanti a noi, quasi un fantasma, ci guarda e sparisce tuffandosi dal pontile.

Procediamo lungo il pontile fino all’estremità, ed incrociamo nel cammino un cartello: “NESSUNA NAVE ORA”.
Il cammino si conclude all’interno di un tendone molto luminoso. Al centro del tendone, una figura incappucciata è seduta dinnanzi ad un tavolo. Mentre ci stiamo avvicinando, la figura pone 6 carte coperte, e le gira una per volta.

La prima è una prigione, viene posta normalmente e poi ruotata di 90 gradi.
La seconda è un pugnale, la cui carta e’ rovesciata.
La terza è un neonato in lacrime.

Non facciamo in tempo a vedere le altre tre carte.

Un bagliore terribilmente intenso invade i nostri campi visivi, e ci risvegliamo all’interno dell’ospedale di Codron, sito accanto alla chiesa.
Non riusciamo a capire cosa sia successo, ma e’ chiaro dopo poche parole che tutti abbiamo fatto lo stesso sogno. Il vescovo ci spiega che siamo stati ritrovati da una spedizione condotta da lui stesso, allarmato dalla segnalazione di un contadino che dice di aver sentito strani rumori provenire dal bosco e dalla radura in cui avevamo trovato i cultisti.

Kalin si accorge che il suo medaglione, quello della Sferae Mortis in cui aveva rinvenuto la chiave del baule in cui era custodito il libro, e’ sparito. Fortunatamente la chiave si trova in un altro posto — sempre all’interno del negozio di Fynk.

Ripresi dallo shock, veniamo subito convocati a Villa Arduin dove, Andreas, l’attendente della famiglia Arduin, ci informa che al museo è stato rubato un cimelio religioso, e ci chiede se possibile di indagare.

Raggiungiamo il museo e guidati da Bran, il frate che si occupa della gestione, veniamo condotti in una sala dove, tra i vari oggetti, era custodito in una teca un pugnale della Prima Era di Ilmater. Kalin riconosce nel furto la tecnica degli halfling. Non e’ un furto particolarmente complicato da portare a termine, ma non e’ stato fatto da principianti.

Pensiamo subito ad un’interpretazione del sogno del cartomante, e tornati all’ospedale chiediamo a suor Natasha se qualcuno deve partorire o ha partorito di recente.

La sua risposta ci gela il sangue. Tre o quattro giorni fa, la sorella del reggente ha avuto un figlio.

View
Ombre

Il crepuscolo stava lasciando il posto ad una notte piena di stelle, decisamente differente da quella tempestosa appena passata.

Eppure l’odore del terreno baciato dalla pioggia la rilassava, come quello della salsedine sulle coste a nord di Merylsward, dove le onde d’inverno erano alte come montagne.

Da bambina adorava immaginarsi come una principessa,prigioniera sulla costa in attesa di essere liberata da un prode cavaliere. Sono passati anni, ed anche tanti cavalieri ma nessuno che potesse ricordare era degno di chiamarsi prode: maiali, porci,bastardi… ma di sicuro nessun salvatore con il cavallo bianco ed il capello pulito.

Tellyn non sfuggiva a quella regola: gli uomini erano superficiali ed avevano addosso solo l’odore del bestiame e delle puttane, ma potevano ritenersi fortunati. Campi rigogliosi, un fiume che portava acqua fresca ed una Divinita’ in cui credere nei momenti di bisogno. L’ abbazia era come un’estensione della mano di Ilmater sopra quell’accozzaglia di bifolchi, che consumavano le loro vite stancamente giorno dopo giorno.

Ma una mano che affonda nel fango e’ e rimane una mano sporca che va lavata e ripulita prima di poterne apprezzare di nuovo calore e carezze.

Sorrise, staccando un pezzo di carne salata con il suo inseparabile pugnale d’argento ricurvo.
Ottima fattura, lama forgiata nelle sabbie dell’Aerenal.
Il mercante a cui l’avava “preso in prestito” mai e poi mai avrebbe pensato che quel magnifico pugnale da oltre 700 monete d’oro sarebbe servito per tagliare carne o formaggio.

Sorrise sotto il cappuccio della tunica da frate, un piccolo regalo dell’abbazia; in fin dei conti, se la vita non fosse ogni tanto ironica non avrebbe avuto alcun senso percorrerla.
Pugnali e tuniche monacali, che dolce accoppiata, ma ora era il momento di muoversi e svolgere il compito per cui era stata lautamente pagata.

Con un agile salto scese dal tetto atterrando morbidamente nel soffice fieno di un carro parcheggiato dietro la capanna su cui era appollaiata pochi istanti prima.

Il pensiero viaggiava verso il dogma di Ilmater:

Aiuta chiunque stia soffrendo, a prescindere da chi sia. I veri santi sono quelli che fanno proprie le sofferenze degli altri. Se soffri in suo nome, Ilmater sarà al tuo fianco per aiutarti. Lotta per i tuoi ideali se sono giusti, a prescindere dalle sofferenze e dai pericoli. Non c’è vergogna in una morte che abbia avuto un significato. Opponiti a tutti i tiranni, e non permettere che le ingiustizie rimangano impunite. Dai più importanza alla dimensione della vita che all’esistenza materiale del corpo.

Piu’ e piu’ volte lo aveva sentito decantare durante le ore di preghiera a Nazzaro, e trovava il dogma cosi’ calzante… l’importanza della dimensione della vita rispetto all’esistenza materiale, un’esistenza che di li a poche ore in molti avrebbero perso tra le fiamme.

Inizio’ ad incamminarsi verso l’abbazia ed inizio’ a fischiettare.

Dalla parte opposta della strada che costeggiava i campi ed il fiume che portava a Nazaro incrocio’ un manipolo di strani individui, due uomini, un halfling ed uno gnomo, che stavano dirigendosi verso Tellyn discutendo animatamente sulla poverta’ del gusto della birra locale.

‘’Appena in tempo per non lasciare l’esistenza materiale, viandanti’’ — penso’.

Oh aspetta! erano loro! gli uomini del Vescovo! Chissa’ cos’era che li aveva ridotti cosi’ malconci, soprattutto l’uomo nel carretto.

Non si accorsero di lei, in fondo non farsi notare era parte del suo lavoro.
Il rumore degli zoccoli era sempre piu’ lontano e si volto’ per donar loro uno sguardo di commiato.
In effetti se lo meritavano, non erano degli sprovveduti: aveva rischiato di farsi scoprire il giorno prima mentre cercava di spiarli durante le loro indagini.

Ma poco importava, non era successo in fondo!

Torno’ a fischiettare con noncuranza: ‘’Forza, c’e’ una mano da lavare! Che Ilmater abbia in gloria i suoi fratelli’’.

View

I'm sorry, but we no longer support this web browser. Please upgrade your browser or install Chrome or Firefox to enjoy the full functionality of this site.